Introduzione
Il termine Strumenti Derivati viene utilizzato per indicare particolari categorie di contratti a termine che “derivano” da attività sottostanti (reali o finanziarie), dalle quali dipende il prezzo dello strumento.
Tali contratti appartengono alla categoria dei contratti differenziali, in quanto alla scadenza vengono solitamente conclusi con la semplice regolazione monetaria della differenza tra il prezzo indicato in contratto ed il prezzo corrente.
La loro utilizzazione oltre che per fini speculativi e di arbitraggio, viene sovente posta in essere dagli operatori economici per fronteggiare rischi di natura finanziaria e valutaria, così definiti:
Rischio di tasso
Il rischio di tasso di interesse consiste nella possibile variazione di valore di un’attività o passività finanziaria al variare dei tassi. Ad esempio nel caso di finanziamenti a tasso variabile lo strumento derivato consente all’operatore economico di definire il futuro costo complessivo dei finanziamenti mediante la copertura del rischio di variazione del tasso di interesse. La copertura dal rischio di tasso consente quindi di stabilizzare la componente di oneri finanziari in capo all’azienda o comunque di fissarne un tetto massimo.
Rischio di cambio
Il rischio di cambio è legato a variazioni avverse dei prezzi della valuta estera nella quale si detiene una qualsiasi attività o passività finanziarie. Le imprese operanti in divisa estera sono esposte a possibili fluttuazioni dei cambi e conseguentemente al rischio che ne deriva.
Sulla base della propria esposizione al rischio valutario, e compatibilmente col grado di propensione al rischio è possibile impostare un’opportuna strategia di copertura al fine di ottimizzare il proprio profilo di rischio-rendimento.
La negoziazione degli strumenti derivati può avvenire sui mercati regolamentati, ove si stipulano contratti standardizzati le cui regole di contrattazione sono ben definite, oppure sul mercato over the counter dove invece il prezzo non sempre è trasparente e dove vi è una quasi totale assenza di controllo, di regole di negoziazione e di procedure standardizzate.
I due mercati regolamentati più importanti sono il LIFFE di Londra e il MATIF di Parigi. In Italia operano il MIF (Mercato Italiano Future) e l’IDEM (Italian Derivates Market).
Gli strumenti derivati che hanno maggiore diffusione sono Swap, Opzioni, Forward e Futures